Seguici su:
La Comunicazione Analogica come strumento educativo

di Armando Stano

27 e 28 marzo 2021

E se comunicare non fosse solo una cosa da adulti?

Quando parliamo di comunicazione e di strumenti utili a trasformarla da semplice pratica informativa ad una vera e propria opera di  coinvolgimento e fascinazione nei confronti dell’interlocutore di turno, il primo pensiero che sovviene a molti è quello di immaginarsi in veste di comunicatori abili, per esempio, nel far valere le proprie ragioni di fronte al capo, dotati di un carisma irresistibile in grado di far cadere ai propri piedi il partner o dotati di una leadership tale da riuscire a convincere chiunque a realizzare ogni nostra richiesta. Oltre a rappresentare un traguardo ambito da molti e raggiunto davvero da pochi, prova ne sono i numerosi disagi dovuti a compressioni emozionali frutto di tutti i “vorrei ma non posso” capaci di scatenare effetti collaterali disfunzionali al benessere, nessuno riflette mai su quanto in realtà la comunicazione rivesta un ruolo centrale in ogni ambito della nostra esistenza, a cominciare da quello familiare, nostro pane quotidiano per eccellenza e a cui si dedica, ahinoi, sempre troppo poca attenzione.

Siamo abituati a relazionarci con i nostri cari partendo dall’idea che, a prescindere dai nostri comportamenti, essi saranno sempre in grado di comprendere le motivazioni delle nostre scelte e delle nostre azioni, così come siamo convinti di conoscere a tal punto chi ci sta accanto da dimenticarci che anch’essi, in qualità di esseri umani, hanno dei bisogni, delle esigenze, e la convinzione stessa di sapere sempre quale sia il loro pensiero potrebbe, in realtà, porci di fronte a grandi delusioni.

Siamo poi abituati a credere che i nostri figli, e i bambini in generale, vivano in una dimensione tutta loro dalla quale destarli sarebbe quasi un peccato, una realtà capace di conciliarsi con la nostra di adulti e di parlare un linguaggio affine solo in alcuni e rari momenti, e per questo ogni tentativo di creare un ponte di collegamento ci appare quasi vano. Credendo ciò, tuttavia, cadiamo vittime di fraintesi e di incomprensioni, o peggio, diveniamo sordi al grido delle esigenze dei più piccoli.

Da genitori, da educatori, quanto è importante saper comprendere il linguaggio dei bambini e favorire la creazione di un dialogo sempre proficuo, che sia in linea con i loro bisogni?

E nelle situazioni in cui i bambini necessitano di un supporto maggiore, nell’apprendimento scolastico o nell’espressione funzionale delle loro emozioni, e in quelle circostanze in cui sono presenti disabilità invalidanti, quanto è centrale il ruolo degli educatori di sostegno e la possibilità di instaurare relazioni proficue, che si basino su modalità comunicative costruite ad hoc?

Il seminario “LA COMUNICAZIONE ANALOGICA COME STRUMENTO EDUCATIVO” è dedicato al mondo della Comunicazione Analogica® applicata ai contesti familiari, scolastici ed educativi.